Avete
mai sentito parlare de “Il meraviglioso mago di Oz” beh ne ha fatti altri due
L. Frank Baum ma io ne ho fatto un altro che si intitola “Ozar, Principe di
Oz”, perché, mi chiederete, hai usato questo titolo? Io non lo svelo, ve lo
svelerà il racconto. Eccolo qua.
“Ah,
finalmente siamo arrivati” disse Dorothy con un sospiro di sollievo.
“Abbiamo
fatto un lunghissimo viaggio” dissero in coro zia Em e zio Henry.
A
Dorothy piaceva tantissimo la casetta e si accorse, anche, che c’era un
giardino verde dietro la sua camera da letto, uscì con Toto (il suo cane) e
toccò l’erba del prato, era morbida e delicata. Ritornata in casa, Dorothy vide
una specie di diario nella libreria, lo prese e tornò in giardino e lo usò come
un diario di viaggio. Scriveva e ogni tanto accarezzava Toto, passò il tempo
velocemente ed era già l’ora di pranzo. Mangiarono tutti cose diverse come zia
Em un’insalata con pomodori e roast-beef, zio Henry invece del roast-beef e
pomodori e Dorothy del roast-beef e da parte un0insalata. Tutti mangiarono
tutto. Dorothy giocò con Toto nel giardino e nel frattempo zia Em e zio Henry
spolverarono e misero a posto la casa. Era già l’ora di cena e mangiarono
tutto. La famiglia andò a dormire. Di mattina si svegliarono tutti mattinieri e
mangiarono pane imburrato e marmellata.
Decisero
di fare un pic-nic nel bosco e si prepararono, Dorothy indossò un vestito
bianco con un bordo di pizzo rosa, un grembiule a quadretti azzurri e bianchi, calze
bianche con due strisce nere e rosse, due scarpette rosa, un fiocco azzurro in
vita e un cerchietto rosa con un fiocco bianco e la pettinatura dei capelli era
sciolta con una treccia a destra.
“Non
è un venticello, è vento!” rispose zio
Henry.
“A me sembra una bora”, disse Dorothy.
“E
sta venendo da noi, corriaaamooo!” gridò zia Em.
“Mandiamo
Dorothy davanti” urlò zio Henry tenendosi il cappello
“Ahhhhhhh!”
gridò Dorothy mentre il vento di bora la trascinava. Venne catapultata in un
altro paese anzi in un altro mondo. Si spolverò il vestito e rimase a bocca
aperta, vide una montagna di otrrone più alta dell’Everest e anche degli
scalini. Li salì (non aveva altra via di scelta) e arrivò in cima. Vide un
paese fatto di dolci e anche un cartello con scritto “Benvenuto a
Cuochilandia”. Tutto era di dolci (tranne le parsone e gli animali). UN gruppo
di dieci persone la guardò e il più cicciotto disse:”Ti sei persa, piccolina,
e! Bombolone di mamma?” e tutti si misero a ridere, una cosa marrone uscì dal
cestino di Dorothy e morsicò il naso del ciccione che pianse gridando:”Voglio
la mamma!Wheeee!”.
“Stccc,
piagnuccolone, non devi parlare così alla persona che mi ha salvato la vita e
adesso vattene!” disse la cosa marrone, che era uno scoiattolo!
Dorothy
fece un salto all’indietro e lo scoiattolo disse:”Mia cara salvatrice…”
“Mi
puoi chiamare Dorothy lo apostrofò lei.
“Dorothy
io sono Guscio” continuò lo scoiattolo. Dorothy triste camminò a testa china e
in tono cupo disse:”volevo solo cercare informazioni per tornare a casa.”
“Eee
aspetta!” disse balbettando Guscio. Dorothy piangendo si scontrò con una
persona che disse:”Come ti chiami? Perché piangi? E come si chiamano i tuoi
animali?”
“I-io
sono Dorothy e-e loro sono Guscio e-e Toto, piango perché un gruppo di persone
mi ha preso in giro e tu come ti chiami?”.
“Io
mi chiamoPasticciò e lui è Baffino, se vuoi ti accompagno e ti ospito a casa
mia”.
“Ok”
disse Dorothy. E si incamminarono, Pasticciò aprì la porta e preparò la tavola
per cenare e dopo si misero a dormire. Di mattina Dorothy vide una lettera un
po’ stropicciata e la lesse ad alta voce: ”Mia cara principessa Dorothy Gale il
mio regno cioè il regno di Vasckia e quello di Oz sono in pericolo ti prego
aiutami,
firmato
“Incamminiamoci
e adesso !” disse Pasticciò.
“Ben
detto!” disse Dorothy e si incamminarono verso Vasckia seguendo i cartelli.
Si
accamparono in un posticino per far riposare le gambe e Pasticciò vide un
piccolo cartello con su scritto: ”Benvenuto a Campanellilandia” e anche
un’abitazione un po’ minuta fatta di ferro e le case erano campane. Dorothy
corse in cerca di informazioni di Vasckia ma nessuno né la guardò né le parlò.
Dorothy si lasciò cadere su un mucchio di paglia dietro ad una casa-campana ma
una persona (che era un campanello) le disse: ”Io so bene come ti senti una
volta tutti mi disprezzavano e mi giravano le spalle, senti cosa volevi
chiedere? Io ti ascolto”.
“Volevo
chiedere delle informazioni su Vasckia, dove sono diretta” rispose Dorothy.
“Ma
perché sei proprio diretta a Vasckia?”
“Quest’oggi
mi è arrivata una lettera di Ozar” rispose Dorothy.
“Wow,
Ozar, il principe!”
“Si,
si proprio lui, puoi accompagnarci se vuoi?” domandò Dorothy.
“Prima
però le presentazioni, io sono Campanellina e lui è il mio scoiattolo femmina
Cotone e sì voglio accompagnarti”.
“Io
sono Dorothy, lui è Guscio e lui è Toto ma ci sono ancora due amici che ti
voglio presentare” disse Dorothy.
“E
chi sono?” domandò Campanellino.
Campanellina
saltò sulla spalla destra di Dorothy che camminò verso i due amici. Arrivati,
Dorothy presentò a Campanellina gli amici, dicendo:” Campanellina, lui è
Pasticciò e lui è Baffino, il suo animale domestico”.
“Ok,
ci incamminiamo?” domandò campanellina.
“Si!”
risposero tutti (anche Toto) e si incamminarono. Si fermarono per riposare e
campanellina vide un cartello con su scritto: ”Benvenuto a Musicolandia” e
anche un paese con strade, scale e rampe che se le toccavi suonavano, case ed
edifici che erano note musicali o chiavi e le persone che avevano strumenti
musicali di ogni tipo poi tutti videro le persone battere le mani come se
arrivasse una star della musica ed era vero, sentivano dire che si chiamava
Notino e che sapeva suonare ogni tipo di strumento musicale. Anche loro
volevano conoscerlo e così fecero. Notino allontanò la folla e fece una vera e
propria magia, fece uscire dal suo cappello un tintinnio di xilofoni, vibrafoni
e campane. Una persona (che sembrava un maggiordomo) disse: ”Delle persone ti
vogliono derubare! Al ladro, al ladro!”. Il musicista si girò indietro e vide
Dorothy, Toto, Guscio, Pasticciò, Baffino, Campanellina e Cotone e li portò in
prigione.
“Menzogne,
non avete neanche una prova!” disse Notino.
“Si
che ce l’abbiamo fagliela vedere Dorothy” dissero Pasticciò e Baffino. Dorothy
gliela mostrò e la lesse e disse: “Fateli uscire!”
“Grazie
Notino” dissero Cotone, Guscio e Toto.
“Vi
voglio accompagnare, posso?” domandò Notino.
“Si,
si che puoi” disse Dorothy gentilmente.
“Vieni
Trombetta, abbiamo dei nuovi amici! E da ora comandi tu gentiluomo” disse
Notino allegramente.
Notino
prese una carrozza e fece salire tutti.
Così
adesso il gruppo ha un nuovo amico!
Dorothy
disse: “E’ molto più comodo andare in carrozza che a piedi.” Quando Dorothy
finì di parlare si sentì uno SBANG! Si erano scontrati contro un orologio da
tasca che disse: “Che maleducatoni, non sapete che sono un orologio da tasca di
Tempolandia e sono il cartografo più famoso di Oz?”
“Mi
scusi, io sono Notino” disse il musicista.
“Non
sai proprio guid… sbaglio o hai detto Notino? Mi scuso” disse l’orologio.
“Si,
si sono lui” confermò Notino.
“Wow
e tu dovresti essere la principessa Dorothy Gale, tu invece il cuoco-pasticcere
Pasticciò e tu sei Campanellina la campanella che salvò dall’incendio
Campanellilandia, wow!” disse sorpreso l’orologio.
“Si
siamo noi” dissero tutti.
“Ma
dove siete diretti?” disse domandando l’orologio.
“Siamo
diretti a Vasckia per conoscere Ozar, il principe” disse Dorothy.
“Ahhh!”
esclamò sorpreso l’orologio.
“Invece
tu come ti chiami?” disse Toto.
“Io
sono Mister O’Clock e lui è il mio amico Tempolino e posso accompagnarvi?”
“Ma
certo che puoi” disse Dorothy.
“Salta
su” disse Notino.
“Fermatevi!”
esclamò Notino rivolgendosi ai cavalli.
Gli
amici scesero dalla carrozza e cercarono di parlare ma nessuno riuscì a dare
loro delle informazioni. Uno, però, disse: “Andate dallo Stregone, per
arrivarci dovete girare a destra poi a sinistra, poi a destra e infine dritti”.
Gli
amici seguirono le indicazioni e ci arrivarono, videro un tempio bianco con
delle colonne a forma di draghi e anche una persona con un mantello color
smeraldo, un vestito color quercia, una cintura in corteccia d’albero e muschio
con la fibbia di metallo, dei pantaloni color castagno un viso rotondo e dei
capelli color smeraldo.
Dorothy
si fece coraggio e disse: ”Stregone ci servono delle informazioni su Vaskia ci
puoi aiutare?”.
Lo
stregone impugnò il suo bastone magico, che era di legno ricurvo con in cima
incastonato uno smeraldo. Lo stregone colpì con il bastone due volte la terra e
dallo smeraldo uscirono delle lettere luminose. Mr. O’Clock fu il primo a
leggerle e ad alta voce esclamò: ”Ragazzi! C’è un altro messaggio di Ozar con
scritto: uno spirito maligno è entrato nel corpo di mio fratello e vuole
dominare Vaskia e il mondo intero”.
Gli
amici sorpresi si diedero uno sguardo d’intesa e Notino disse: ”Stregone non
c’è un modo per arrivare più velocemente a Vaskia?”.
“Sì,
c’è però dovete usarlo con cura, tenete questa polvere di smeraldo, la dovete
spargere sulla carrozza e sui cavalli così voleranno” disse lo Stregone
porgendo il sacchetto di muschio a Dorothy. Ringraziarono lo Stregone e si
incamminarono verso la carrozza. Arrivati alla carrozza Pasticciò sparse la
polvere sui cavalli e Campanellina sulla carrozza e partirono. Quando
arrivarono a destinazione Trombetta bussò alla orta del castello che si aprì
magicamente, entrarono e dissero: ”C’è qualcuno?”. Videro una persona con un
mantello azzurro avvolto a sé che disse: “Sono
arrivati!” e un’altra persona uscì da una porta e disse: “Benvenuti al
castello cristalghiaccio, io sono Ozar, il principe”. Tutti rimasero a bocca
aperta e Dorothy disse: “Cosa succede Oz… volevo dire mio principe”.
“Puoi
chiamarmi Ozar, Principessa Dorothy Gale e vi spiegherò tutto domani mattina a
colazione. Vi ho anche affittato una camera, tenete questi bigliettini”, disse
Ozar.
Pasticciò
aveva la camera numero 20, aprì la porta e vide una camera fatta di dolcetti,
Campanellina aveva la numero 30 ed era fatta di ferro e campanelle, Notino
aveva la numero 40 fatta di note musicali, Mr. O’ Clock la numero 50 fatta di
orologi e Dorothy la numero 10 che ricordava la camera della casa in
Inghilterra. Tutti si misero a letto e dormirono. Di mattina si alzarono tutti
nella stessa ora e andarono nella sala colazione a chiacchierare con Ozar.
“Non
c’è problema, ho una mappa anche di questo!” disse l’orologio che andò nella
sua camera a rovistare nel cassetto “mappe sottomarine”. Rovistò, rovistò e
infine la trovò, la fece controllare da Ozar che disse: “E’ quella giusta!
Adesso vi farò un incantesimo dove se andate sott’acqua potete respirare e non
vi bagnate, ecco!”. Uscì dai guanti una scia ghiacciata che attaccò tutti. Il
principe proseguì dicendo: “Puoi uscire” una cosa uscì dalla colonna a destra e
disse: “Eccomi fratellino” era la voce dello stregone, era lui!
Dorothy
lo abbracciò e sorridendo disse: “ Andiamo!”
“Aspetta,
tieni devi spargerla su tutti” disse lo stregone. Dorothy annuì e sparse la
polvere di smeraldo a tutti così volarono e arrivarono in un batter d’occhio.
Arrivati in mare chiacchierarono sulla fratellanza dello stregone e di Ozar.
“Veramente?”
disse Campanellina
“Sì,
ma certo, però adesso stiamo zitti perché se no mio fratello Azor invia le
guardie” disse Ozar.
“Ok”
dissero tutti, nuotarono e nuotarono finchè non videro la prima lisca di pesce,
lo stregone disse rivolgendosi agli amici: “Allontanatevi” e tutti fecero segno
di sì con la testa. Lo stregone ed il principe fecero una magia cioè: con il
suo bastone lo Stregone battè una volta sulle lische che diventarono verdi e
Ozar dai guanti fece uscire un vortice di fiocchi di neve che attaccarono la
lisca, la lisca diventò ghiaccio a la tagliò con la sua spada. Questo
procedimento lo fecero anche con la seconda e la terza lisca. Arrivati davanti
alla porta lo Stregone bussò con il suo bastone e la porta si aprì. Videro una
persona che disse: “Guardie, attaccateli!” le guardie si avvicinarono e tutti
indietreggiarono tranne Dorothy che disse: “Ciao chi si rivede! C’è il leone
Codardo, il Taglialegna di latta… wow ci sei anche tu Spavetapasseri! Non vi
ricordate di me? Io sono Dorothy”.
I
tre amici si ricordarono di lei e
dissero: “Vigliacco! Noi ci ricorderemo sempre di Dorothy e adesso
sconfiggiamolo!”
Gli
amici cercarono di sconfiggerlo ma niente, allora Ozar disse: “Uniamo le nostre
forze!”
“Come
te Notino e anche te Campanellina distraetelo con un tintinnio, tu Pasticciò
tiragli delle torte in faccia non vedrà più niente, tu Mr. O’Clock ferma il
tempo così Dorothy ed i suoi amici possono prendere lo smeraldo di cristallo e
infine io ed Ozar distruggiamo lo spirito maligno.” Disse lo stregone. Tutti
eseguirono gli ordini.
Dorothy
prese lo smeraldo e lo conficcò nel cuore di Azor. Lo stregone e Ozar fecero la
stessa magia delle lische e così portarono Azor svenuto nel castello di Ozar
dove riprese i sensi.
Ozar
disse: “Volete esprimere dei desideri? Ve li esaudirò!”
La
prima fu Campanellina che desiderò di diventare la principessa di
Campanellilandia e venne esaudita. Il secondo fu Pasticciò che desiderò di
aprire un ristorante e così fu. Il terzo fu Notino che voleva diventare meno
vanitoso e così diventò. Il quarto fu Mr. O’Clock che desiderava essere lo
“stregone” che regolava l’ora dell’orologio di Tempolandia. I tre “vecchi
amici” di Dorothy desiderarono essere le guardie di Ozar e lo diventarono.
L’ultimo desiderio fu quello di Dorothy che desiderò ritornare a casa in
Inghilterra a Londra e così fu.
Ritornata
a casa Dorothy venne abbracciata da zia Em e da zio Henry.
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