martedì 7 gennaio 2014

Ozar, principe di Oz

 (di Livio R.)
Avete mai sentito parlare de “Il meraviglioso mago di Oz” beh ne ha fatti altri due L. Frank Baum ma io ne ho fatto un altro che si intitola “Ozar, Principe di Oz”, perché, mi chiederete, hai usato questo titolo? Io non lo svelo, ve lo svelerà il racconto. Eccolo qua.
“Ah, finalmente siamo arrivati” disse Dorothy con un sospiro di sollievo.
“Abbiamo fatto un lunghissimo viaggio” dissero in coro zia Em e zio Henry.
Erano arrivati al porto di Londra. Zia Em tirò fuori dalla borsa una cartina geografica di Londra. Fecero molta strada a piedi perché avevano affittato una casina in campagna. Ci misero un’ora quasi due (meno male che avevano un buon passo). Zio Henry prese una chiave un po’ arrugginita dalla tasca e aprì la porta della casa. La porta cigolando si aprì e Dorothy piombò subito in casa. Le stanze erano polverosissime ma accoglienti. C’erano una cucina abbastanza piccola ma con tantissimissimissimi cassetti uno aveva solo padelle e gli altri erano vuoti,un “microscopico” bagno, tre letti uno nella stanza di Dorothy e due nella stanza dizia Em e zio Henry e una sala con due poltrone in pelle, un divano e una libreria lunga tutta la sala piena di libri e ornata con intagliature di dreghi, fiori e alberi.
A Dorothy piaceva tantissimo la casetta e si accorse, anche, che c’era un giardino verde dietro la sua camera da letto, uscì con Toto (il suo cane) e toccò l’erba del prato, era morbida e delicata. Ritornata in casa, Dorothy vide una specie di diario nella libreria, lo prese e tornò in giardino e lo usò come un diario di viaggio. Scriveva e ogni tanto accarezzava Toto, passò il tempo velocemente ed era già l’ora di pranzo. Mangiarono tutti cose diverse come zia Em un’insalata con pomodori e roast-beef, zio Henry invece del roast-beef e pomodori e Dorothy del roast-beef e da parte un0insalata. Tutti mangiarono tutto. Dorothy giocò con Toto nel giardino e nel frattempo zia Em e zio Henry spolverarono e misero a posto la casa. Era già l’ora di cena e mangiarono tutto. La famiglia andò a dormire. Di mattina si svegliarono tutti mattinieri e mangiarono pane imburrato e marmellata.
Decisero di fare un pic-nic nel bosco e si prepararono, Dorothy indossò un vestito bianco con un bordo di pizzo rosa, un grembiule a quadretti azzurri e bianchi, calze bianche con due strisce nere e rosse, due scarpette rosa, un fiocco azzurro in vita e un cerchietto rosa con un fiocco bianco e la pettinatura dei capelli era sciolta con una treccia a destra.
Tutti si prepararono il cibo per il pic-nic e lo misero in un cestino di vimini con sopra una tovaglia. Si incamminarono verso il bosco e ogni tanto Dorothy prendeva dai cespugli qualche lampone o mora. Trovarono un posto ombreggiato da un grande albero, stesero la tovaglia, presero il cibo e iniziarono a mangiare, finito il pranzo zia Em disse:”Non sentite anche voi questo venticello?”.
“Non è un venticello, è vento!” rispose  zio Henry.
 “A me sembra una bora”, disse Dorothy.
“E sta venendo da noi, corriaaamooo!” gridò zia Em.
“Mandiamo Dorothy davanti” urlò zio Henry tenendosi il cappello
“Ahhhhhhh!” gridò Dorothy mentre il vento di bora la trascinava. Venne catapultata in un altro paese anzi in un altro mondo. Si spolverò il vestito e rimase a bocca aperta, vide una montagna di otrrone più alta dell’Everest e anche degli scalini. Li salì (non aveva altra via di scelta) e arrivò in cima. Vide un paese fatto di dolci e anche un cartello con scritto “Benvenuto a Cuochilandia”. Tutto era di dolci (tranne le parsone e gli animali). UN gruppo di dieci persone la guardò e il più cicciotto disse:”Ti sei persa, piccolina, e! Bombolone di mamma?” e tutti si misero a ridere, una cosa marrone uscì dal cestino di Dorothy e morsicò il naso del ciccione che pianse gridando:”Voglio la mamma!Wheeee!”.
“Stccc, piagnuccolone, non devi parlare così alla persona che mi ha salvato la vita e adesso vattene!” disse la cosa marrone, che era uno scoiattolo!
Dorothy fece un salto all’indietro e lo scoiattolo disse:”Mia cara salvatrice…”
“Mi puoi chiamare Dorothy lo apostrofò lei.
“Dorothy io sono Guscio” continuò lo scoiattolo. Dorothy triste camminò a testa china e in tono cupo disse:”volevo solo cercare informazioni per tornare a casa.”
“Eee aspetta!” disse balbettando Guscio. Dorothy piangendo si scontrò con una persona che disse:”Come ti chiami? Perché piangi? E come si chiamano i tuoi animali?”
“I-io sono Dorothy e-e loro sono Guscio e-e Toto, piango perché un gruppo di persone mi ha preso in giro e tu come ti chiami?”.
“Io mi chiamoPasticciò e lui è Baffino, se vuoi ti accompagno e ti ospito a casa mia”.
“Ok” disse Dorothy. E si incamminarono, Pasticciò aprì la porta e preparò la tavola per cenare e dopo si misero a dormire. Di mattina Dorothy vide una lettera un po’ stropicciata e la lesse ad alta voce: ”Mia cara principessa Dorothy Gale il mio regno cioè il regno di Vasckia e quello di Oz sono in pericolo ti prego aiutami,
firmato
Ozar, principe di Oz”
“Incamminiamoci e adesso !” disse Pasticciò.
“Ben detto!” disse Dorothy e si incamminarono verso Vasckia seguendo i cartelli.
Si accamparono in un posticino per far riposare le gambe e Pasticciò vide un piccolo cartello con su scritto: ”Benvenuto a Campanellilandia” e anche un’abitazione un po’ minuta fatta di ferro e le case erano campane. Dorothy corse in cerca di informazioni di Vasckia ma nessuno né la guardò né le parlò. Dorothy si lasciò cadere su un mucchio di paglia dietro ad una casa-campana ma una persona (che era un campanello) le disse: ”Io so bene come ti senti una volta tutti mi disprezzavano e mi giravano le spalle, senti cosa volevi chiedere? Io ti ascolto”.
“Volevo chiedere delle informazioni su Vasckia, dove sono diretta” rispose Dorothy.
“Ma perché sei proprio diretta a Vasckia?”
“Quest’oggi mi è arrivata una lettera di Ozar” rispose Dorothy.
“Wow, Ozar, il principe!”
“Si, si proprio lui, puoi accompagnarci se vuoi?” domandò Dorothy.
“Prima però le presentazioni, io sono Campanellina e lui è il mio scoiattolo femmina Cotone e sì voglio accompagnarti”.
“Io sono Dorothy, lui è Guscio e lui è Toto ma ci sono ancora due amici che ti voglio presentare” disse Dorothy.
“E chi sono?” domandò Campanellino.
“Sorpresa!” esclamò Dorothy.
Campanellina saltò sulla spalla destra di Dorothy che camminò verso i due amici. Arrivati, Dorothy presentò a Campanellina gli amici, dicendo:” Campanellina, lui è Pasticciò e lui è Baffino, il suo animale domestico”.
“Ok, ci incamminiamo?” domandò campanellina.
“Si!” risposero tutti (anche Toto) e si incamminarono. Si fermarono per riposare e campanellina vide un cartello con su scritto: ”Benvenuto a Musicolandia” e anche un paese con strade, scale e rampe che se le toccavi suonavano, case ed edifici che erano note musicali o chiavi e le persone che avevano strumenti musicali di ogni tipo poi tutti videro le persone battere le mani come se arrivasse una star della musica ed era vero, sentivano dire che si chiamava Notino e che sapeva suonare ogni tipo di strumento musicale. Anche loro volevano conoscerlo e così fecero. Notino allontanò la folla e fece una vera e propria magia, fece uscire dal suo cappello un tintinnio di xilofoni, vibrafoni e campane. Una persona (che sembrava un maggiordomo) disse: ”Delle persone ti vogliono derubare! Al ladro, al ladro!”. Il musicista si girò indietro e vide Dorothy, Toto, Guscio, Pasticciò, Baffino, Campanellina e Cotone e li portò in prigione.
Dorothy e Campanellina piansero ma dissero a Notino: ”Siamo diretti a Vasckia per conoscere Ozar”.
“Menzogne, non avete neanche una prova!” disse Notino.
“Si che ce l’abbiamo fagliela vedere Dorothy” dissero Pasticciò e Baffino. Dorothy gliela mostrò e la lesse e disse: “Fateli uscire!”
“Grazie Notino” dissero Cotone, Guscio e Toto.
“Vi voglio accompagnare, posso?” domandò Notino.
“Si, si che puoi” disse Dorothy gentilmente.
“Vieni Trombetta, abbiamo dei nuovi amici! E da ora comandi tu gentiluomo” disse Notino allegramente.
Notino prese una carrozza e fece salire tutti.
Così adesso il gruppo ha un nuovo amico!
Dorothy disse: “E’ molto più comodo andare in carrozza che a piedi.” Quando Dorothy finì di parlare si sentì uno SBANG! Si erano scontrati contro un orologio da tasca che disse: “Che maleducatoni, non sapete che sono un orologio da tasca di Tempolandia e sono il cartografo più famoso di Oz?”
“Mi scusi, io sono Notino” disse il musicista.
“Non sai proprio guid… sbaglio o hai detto Notino? Mi scuso” disse l’orologio.
“Si, si sono lui” confermò  Notino.
“Wow e tu dovresti essere la principessa Dorothy Gale, tu invece il cuoco-pasticcere Pasticciò e tu sei Campanellina la campanella che salvò dall’incendio Campanellilandia, wow!” disse sorpreso l’orologio.
“Si siamo noi” dissero tutti.
“Ma dove siete diretti?” disse domandando l’orologio.
“Siamo diretti a Vasckia per conoscere Ozar, il principe” disse Dorothy.
“Ahhh!” esclamò sorpreso l’orologio.
“Invece tu come ti chiami?” disse Toto.
“Io sono Mister O’Clock e lui è il mio amico Tempolino e posso accompagnarvi?”
“Ma certo che puoi” disse Dorothy.
“Salta su” disse Notino.
Fecero un po’ di strada ma Mr. O’Clock intravide un arco di piombo con su scritto “I paese senza nome”. Dopo aver letto, l’orologio disse: “ Notino ferma la carrozza, in questo posto ci possono dare delle informazioni su Vasckia”.
“Fermatevi!” esclamò Notino rivolgendosi ai cavalli.
Gli amici scesero dalla carrozza e cercarono di parlare ma nessuno riuscì a dare loro delle informazioni. Uno, però, disse: “Andate dallo Stregone, per arrivarci dovete girare a destra poi a sinistra, poi a destra e infine dritti”.
Gli amici seguirono le indicazioni e ci arrivarono, videro un tempio bianco con delle colonne a forma di draghi e anche una persona con un mantello color smeraldo, un vestito color quercia, una cintura in corteccia d’albero e muschio con la fibbia di metallo, dei pantaloni color castagno un viso rotondo e dei capelli color smeraldo.
Dorothy si fece coraggio e disse: ”Stregone ci servono delle informazioni su Vaskia ci puoi aiutare?”.
Lo stregone impugnò il suo bastone magico, che era di legno ricurvo con in cima incastonato uno smeraldo. Lo stregone colpì con il bastone due volte la terra e dallo smeraldo uscirono delle lettere luminose. Mr. O’Clock fu il primo a leggerle e ad alta voce esclamò: ”Ragazzi! C’è un altro messaggio di Ozar con scritto: uno spirito maligno è entrato nel corpo di mio fratello e vuole dominare Vaskia e il mondo intero”.
Gli amici sorpresi si diedero uno sguardo d’intesa e Notino disse: ”Stregone non c’è un modo per arrivare più velocemente a Vaskia?”.
“Sì, c’è però dovete usarlo con cura, tenete questa polvere di smeraldo, la dovete spargere sulla carrozza e sui cavalli così voleranno” disse lo Stregone porgendo il sacchetto di muschio a Dorothy. Ringraziarono lo Stregone e si incamminarono verso la carrozza. Arrivati alla carrozza Pasticciò sparse la polvere sui cavalli e Campanellina sulla carrozza e partirono. Quando arrivarono a destinazione Trombetta bussò alla orta del castello che si aprì magicamente, entrarono e dissero: ”C’è qualcuno?”. Videro una persona con un mantello azzurro avvolto a sé che disse: “Sono  arrivati!” e un’altra persona uscì da una porta e disse: “Benvenuti al castello cristalghiaccio, io sono Ozar, il principe”. Tutti rimasero a bocca aperta e Dorothy disse: “Cosa succede Oz… volevo dire mio principe”.
“Puoi chiamarmi Ozar, Principessa Dorothy Gale e vi spiegherò tutto domani mattina a colazione. Vi ho anche affittato una camera, tenete questi bigliettini”, disse Ozar.
Pasticciò aveva la camera numero 20, aprì la porta e vide una camera fatta di dolcetti, Campanellina aveva la numero 30 ed era fatta di ferro e campanelle, Notino aveva la numero 40 fatta di note musicali, Mr. O’ Clock la numero 50 fatta di orologi e Dorothy la numero 10 che ricordava la camera della casa in Inghilterra. Tutti si misero a letto e dormirono. Di mattina si alzarono tutti nella stessa ora e andarono nella sala colazione a chiacchierare con Ozar.
Tutti videro il vestito che indossava Ozar che era con un mantello azzurro, un vestito bianco, una cintura di cristallo con la fibbia di ghiaccio, dei pantaloni color panna, degli stivali blu, una coroncina d’oro e palladio e dei guanti azzurri con dei fiocchi di neve ricamati di bianco. Alla fine della chiacchierata Pasticciò disse con tono pronto: “Ci muoviamo? Sì o sì?” e Mr. O’ Clock rispose: “In marcia!”, allora tutti annuirono con un cenno tranne Ozar che disse: “con calma, il castello di mio fratello Azor è nell’Oceano Stelloscura molto difficile da raggiungere perché è circondato da lische di pesci oscuri alte 89.000 metri”.
“Non c’è problema, ho una mappa anche di questo!” disse l’orologio che andò nella sua camera a rovistare nel cassetto “mappe sottomarine”. Rovistò, rovistò e infine la trovò, la fece controllare da Ozar che disse: “E’ quella giusta! Adesso vi farò un incantesimo dove se andate sott’acqua potete respirare e non vi bagnate, ecco!”. Uscì dai guanti una scia ghiacciata che attaccò tutti. Il principe proseguì dicendo: “Puoi uscire” una cosa uscì dalla colonna a destra e disse: “Eccomi fratellino” era la voce dello stregone, era lui!
Dorothy lo abbracciò e sorridendo disse: “ Andiamo!”
“Aspetta, tieni devi spargerla su tutti” disse lo stregone. Dorothy annuì e sparse la polvere di smeraldo a tutti così volarono e arrivarono in un batter d’occhio. Arrivati in mare chiacchierarono sulla fratellanza dello stregone e di Ozar.
“Veramente?” disse Campanellina
“Sì, ma certo, però adesso stiamo zitti perché se no mio fratello Azor invia le guardie” disse Ozar.
“Ok” dissero tutti, nuotarono e nuotarono finchè non videro la prima lisca di pesce, lo stregone disse rivolgendosi agli amici: “Allontanatevi” e tutti fecero segno di sì con la testa. Lo stregone ed il principe fecero una magia cioè: con il suo bastone lo Stregone battè una volta sulle lische che diventarono verdi e Ozar dai guanti fece uscire un vortice di fiocchi di neve che attaccarono la lisca, la lisca diventò ghiaccio a la tagliò con la sua spada. Questo procedimento lo fecero anche con la seconda e la terza lisca. Arrivati davanti alla porta lo Stregone bussò con il suo bastone e la porta si aprì. Videro una persona che disse: “Guardie, attaccateli!” le guardie si avvicinarono e tutti indietreggiarono tranne Dorothy che disse: “Ciao chi si rivede! C’è il leone Codardo, il Taglialegna di latta… wow ci sei anche tu Spavetapasseri! Non vi ricordate di me? Io sono Dorothy”.
I tre amici si ricordarono di lei  e dissero: “Vigliacco! Noi ci ricorderemo sempre di Dorothy e adesso sconfiggiamolo!”
Gli amici cercarono di sconfiggerlo ma niente, allora Ozar disse: “Uniamo le nostre forze!”
“Come te Notino e anche te Campanellina distraetelo con un tintinnio, tu Pasticciò tiragli delle torte in faccia non vedrà più niente, tu Mr. O’Clock ferma il tempo così Dorothy ed i suoi amici possono prendere lo smeraldo di cristallo e infine io ed Ozar distruggiamo lo spirito maligno.” Disse lo stregone. Tutti eseguirono gli ordini.
Dorothy prese lo smeraldo e lo conficcò nel cuore di Azor. Lo stregone e Ozar fecero la stessa magia delle lische e così portarono Azor svenuto nel castello di Ozar dove riprese i sensi.
Ozar disse: “Volete esprimere dei desideri? Ve li esaudirò!”
La prima fu Campanellina che desiderò di diventare la principessa di Campanellilandia e venne esaudita. Il secondo fu Pasticciò che desiderò di aprire un ristorante e così fu. Il terzo fu Notino che voleva diventare meno vanitoso e così diventò. Il quarto fu Mr. O’Clock che desiderava essere lo “stregone” che regolava l’ora dell’orologio di Tempolandia. I tre “vecchi amici” di Dorothy desiderarono essere le guardie di Ozar e lo diventarono. L’ultimo desiderio fu quello di Dorothy che desiderò ritornare a casa in Inghilterra a Londra e così fu.
Ritornata a casa Dorothy venne abbracciata da zia Em e da zio Henry.

FINE





Nessun commento:

Posta un commento